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“Grazie a tutti, stiamo tutti bene qui nel segmento russo e siamo al sicuro”, con questo tweet Samantha Cristoforetti ha rassicurato tutti noi quaggiù sulla Terra, dopo i timori che si erano diffusi per un presunta perdita di ammoniaca nella Stazione Spaziale Internazionale.
Già ieri la NASA ha detto che il pericolo in realtà non sarebbe mai esistito, e che si sarebbe trattato solo di un falso allarme, riconducibile ad errori di lettura di un computer.

L’allarme è scattato nella parte statunitense della Stazione intorno alle 10 (ora italiana) di mercoledì scorso, e subito i sei abitanti della ISS si sono ritirati nel segmento russo per precauzione. Al Johnson Space Center di Houston i tecnici hanno registrato un aumento di pressione nel circuito dell’acqua per il controllo termico del sistema B, seguito da un aumento della pressione in cabina: questi sono segnali che potrebbero indicare una fuga di ammoniaca, altamente tossica, utilizzata a bordo nei sistemi di raffreddamento. Gli astronauti, allora, hanno subito indossato le maschere, si sono ritirate nel segmento russo della stazione (qui non ci sono condutture dell’ammoniaca) e hanno spento le strumentazioni non necessarie nel segmento statunitense.

Pubblicato in Astronomia

Il giorno della vigilia di Natale per tradizione c’è chi sta in famiglia, chi si dedica al classico cenone, chi va a sciare… e poi c’è chi fa esperimenti: è la nostra Samantha Cristoforetti, che anche durante le festività natalizie ha proseguito l’intensa attività sperimentale a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L’astronauta italiana dell’ESA ha svolto con successo la seconda sessione di esperimenti Blind and Imagined/SLINK, uno dei nove progetti selezionati e sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana per la missione FUTURA

Pubblicato in Astronomia
Venerdì, 19 Dicembre 2014 14:36

Auguri spaziali dall’Agenzia Spaziale Europea

I momenti ‘spaziali’ più emozionanti del 2014 diventano cartoline virtuali: qual modo migliore per fare gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo? L’Agenzia Spaziale Europea ha selezionato e rielaborato 15 immagini che rappresentano i momenti più significativi dell’anno che sta per finire nell’ambito dell’esplorazione spaziale: naturalmente sono presenti l’astronauta Samantha Cristoforetti, attualmente sulla Stazione Spaziale con la missione FUTURA dell’ASI, e lo storico “accometaggio” del lander Philae. E poi non mancano galassie, stelle e la meraviglia del nostro pianeta visto dall’alto.

Pubblicato in Astronomia

Sorridente, perfettamente a suo agio in assenza di gravità e felicemente fluttuante nella Stazione Spaziale Internazionale: Samantha Cristoforetti è apparsa così oggi durante la videoconferenza di venti minuti dalla ISS. “Vedere l’Italia dallo Spazio è stata un’emozione intensa: è il mio Paese, è proprio bello”. AstroSamantha ha descritto con queste parole le emozioni che sta provando a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel corso della prima inflight call, interamente dedicata ai media italiani, che si è tenuta oggi presso la sede dell’ASI a Roma.

Pubblicato in Astronomia

Gli ultimi dati del satellite dell’ESA per lo studio della radiazione cosmica di fondo a microonde (CMB, Cosmic Microwave Background) sono i protagonisti di un convegno che si protrarrà fino a domani 5 dicembre a Ferrara. Circa 200 scienziati provenienti da tutto il mondo stanno valutando i risultati preliminari e non pubblicati della missione, che già lasciano intravedere una ricostruzione dell’età oscura dell’universo in grado di smussare alcuni fra gli attriti fino a ora irrisolti tra il punto di vista dell’astrofisica e quello della cosmologia.

Pubblicato in Cosmologia
Venerdì, 28 Novembre 2014 14:41

Ipossia: il cervello è meno vigile

Lo rivela uno studio condotto dall’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca

La riduzione anche minima dell’apporto di ossigeno al cervello, la cosiddetta ipossia, compromette risposte comportamentali e livelli di allerta, restano invece inalterate l’attenzione e il controllo sulle azioni. È quanto emerge da uno studio condotto da Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Segrate (Milano), in collaborazione con Alice Mado Proverbio del NeuroMI - Milan Center for Neuroscience e docente di Neuroscienze cognitive presso l’Università di Milano-Bicocca. L’indagine - presentata al “Society for Neuroscience 2014”, il Congresso mondiale di neuroscienze svoltosi a Washington (Usa).

“L’ipossia caratterizza diversi disturbi clinici, quali asma o lesioni cerebrali, ma anche individui sani che soggiornano ad alte quote montane”, spiega Zani. “Mentre sappiamo che l’ipossia, specie se grave, può avere effetti sulla memoria o sulla capacità di calcolo, lo studio sui sistemi di vigilanza è del tutto inedito. Per indagare l’influenza sui network cerebrali che regolano l’attenzione visuo-spaziale, un campione è stato sottoposto a due sessioni sperimentali in cui i 16 partecipanti respiravano aria impoverita di ossigeno, che simula la condizione atmosferica a circa 4.200 m di altezza. Dopo due ore ogni partecipante è stato sottoposto ad alcuni compiti: rispondere il più velocemente possibile premendo un tasto alla vista di stimoli target che comparivano in diverse zone dello spazio visivo (preceduti o meno da segnali indicatori), oppure scegliere quale tra due dita usare per la risposta a seconda dello stimolo percepito”.

Pubblicato in Medicina
Venerdì, 28 Novembre 2014 00:00

“Lo Spazio è meglio di come lo sognavo”!

Sono passati cinque giorni dalla partenza e @AstroSamantha – questo il suo nickname su Twitter - continua a essere sorridente, felice e divertita. Alle 22.01 (ora italiana) la Soyuz TMA-15M è regolarmente partita, portando Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale internazionale insieme ai compagni di viaggio, il comandante russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts: la missione FUTURA dell’ASI ha così preso ufficialmente il via.

Pubblicato in Astronomia
Giovedì, 27 Novembre 2014 09:54

L’energia viaggia meglio sotto i 15 nanometri

Nei semiconduttori di dimensioni inferiori ai 15 nanometri l’energia viaggia velocemente senza dispersione. La scoperta è stata pubblicata sul numero di novembre della rivista Nano Letters. I semiconduttori nanometrici usati per l’esperimento sono stati sviluppati dall’Università di Milano-Bicocca.

Milano, 27 novembre 2014 – L’energia viaggia più velocemente nei semiconduttori nonostrutturati di dimensioni inferiori a 15 nanometri. A quelle dimensioni, infatti, l'energia si muove con la precisione di un proiettile seguendo traiettorie "balistiche" e non in modo caotico, come invece avviene a dimensioni maggiori. La scoperta è frutto di un lavoro di ricerca pubblicato sul numero di novembre della rivista Nano Letters (Giovanni M. Vanacore, Jianbo Hu, Wenxi Liang, Sergio Bietti, Stefano Sanguinetti, Ahmed H. Zewail, “Diffraction of Quantum Dots Reveals Nanoscale Ultrafast Energy Localization”, doi.org/10.1021/nl502293a) che gli ha dedicato la copertina. Ed è stata fatta da un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology di Pasadena guidati dal premio Nobel per la chimica Ahmed H. Zewail coi quali hanno collaborato anche ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca.

Pubblicato in Chimica

La navetta e il razzo russi Soyuz che porteranno nello Spazio la prima donna astronauta italiana - attualmente l'unica donna del corpo astronauti europeo – hanno raggiunto la piattaforma di lancio nella base russa di Baikonur, nel Kazakhstan. Da qui Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, partirà alle 22,01 italiane di domenica 23 novembre. I suoi compagni di viaggio saranno il comandante russo Anton Shkaplerov e l’ingegnere di volo americano Terry W. Virts.

Pubblicato in Astronomia

Fino agli inizi del ventesimo secolo, chiunque desiderasse sapere qualcosa sul tempo non doveva far altro che rivolgere le sue domande ai filosofi, che di quell’argomento stavano discutendo da secoli, o ai primi incerti psicologi ancora molto intrisi di neurologia, che stavano provando a infilare quel parametro entro i loro (spesso errati) modelli di funzionamento del pensiero ritenendoli paralleli a quelli dell’attività nervosa del cervello. Nel 1905 improvvisamente le cose cambiarono, anche se il mondo, compreso quello scientifico, se ne sarebbe accorto soltanto diverso tempo dopo: quell’anno un semi-sconosciuto impiegato all’Ufficio Brevetti di Berna pubblicò un articolo destinato a rivoluzionare lo sviluppo della fisica. Oggi tutti sanno che quell’impiegato si chiamava Albert Einstein, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni, e che quella sua pubblicazione riguardava la “relatività speciale”, che di presentazione ha invece ancora bisogno, perché non essendo insegnata ubiquitariamente nelle scuole rappresenta per molti italiani una sorta di “buco nero” nel terreno della conoscenza.

Pubblicato in Libri

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