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Uno studio internazionale, guidato da ricercatori italiani dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti “E. Caianiello” del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del CEINGE - Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore, ha rivelato la possibilità di identificare, visualizzare e misurare in 3D il nucleo di singole cellule tumorali con l’utilizzo di tecniche avanzate di microscopia senza l’utilizzo di coloranti chimici. Lo studio, pubblicato su Nature Photonics, apre nuove strade ad applicazioni di biologia cellulare.

 Cellule in 3D senza l’uso di coloranti chimici o anticorpi marcatori: uno studio internazionale, guidato da ricercatori italiani dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti “E. Caianiello” (Isasi) del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e del CEINGE - Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore, ha scoperto il sistema per fare la TAC ad ogni singola cellula distinguendo le sane dalle malate, senza alternarne la conformazione e riducendo il margine di errore nell’interpretazione umana dei dati. Si tratta di una tomografia olografica a flusso in grado di misurare proprietà biofisiche strettamente connesse allo stato della cellula, ottenute mediante tecniche computazionali, che potrebbe determinare una svolta molto significativa nella diagnosi precoce dei tumori e nella sperimentazione di nuovi farmaci per uso terapeutico.

Pubblicato in Tecnologia


Una nuova conferma arriva grazie ad una serie di approfondite analisi su alcune stromatoliti rinvenute a Pilbara, nell’Australia occidentale, in un'area nota come Formazione del Dresser. I risultati offrono anche nuove indicazioni per la ricerca di tracce di vita su Marte.


Attraverso una serie di avanzate tecniche di analisi, un gruppo internazionale di ricercatori è riuscito a stabilire l’origine biologica di alcune fra le più antiche stromatoliti mai individuate: strutture sedimentarie generate dall’azione di microrganismi fotosintetici che risalgono a 3,48 miliardi di anni fa. I risultati dello studio – presentati sulla rivista Geology – potrebbero fornire nuove indicazioni anche per la ricerca di tracce di vita su Marte. Reperti come quelli analizzati, che testimoniano le più antiche tracce dell’esistenza della vita sul nostro pianeta, sono spesso controversi, perché le strutture che potrebbero indicare la presenza di un’antica forma vivente possono essere molto simili ad altre strutture formate invece da processi non biologici. Inoltre, si tratta di fossili antichissimi, spesso soggetti a profonde alterazioni che avvengono nel corso di miliardi di anni.

Pubblicato in Scienza generale


Uno studio della Statale di Milano ha stabilito la correlazione tra la proteina PCSK9, responsabile della regolazione del colesterolo LDL, con la riduzione dell’età gestazionale e l’aumento del rischio di ricorso al cesareo. La pubblicazione su Environment International ha ricevuto anche il riconoscimento Prix Galien Italian 2022.
L’esposizione alle polveri sottili durante la gravidanza si associa a un aumento dei livelli circolanti di PCSK9, una proteina responsabile della regolazione del colesterolo “cattivo” LDL, determinando una riduzione dell’età gestazionale alla nascita e un aumento del rischio di ricorso al parto cesareo.

Pubblicato in Medicina
Giovedì, 10 Novembre 2022 11:13

L’occhio è un computer se guarda di sfuggita

 

Uno studio congiunto tra ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università di Firenze, pubblicato su Nature Communications, rivela che, nella visione periferica dell’occhio, i neuroni della corteccia cerebrale elaborano la visione seguendo delle regole di elaborazione dell’informazione proprie del funzionamento di un computer

 Ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-In), in collaborazione con colleghi dell’Università di Firenze, hanno scoperto un nuovo meccanismo che agisce sulle immagini periferiche.

Nel linguaggio comune, l’espressione “guardare con la coda dell’occhio” si riferisce a qualcosa che viene osservato senza guardarlo direttamente: vuol dire guardare di sfuggita, guardare senza farsi vedere. I ricercatori chiamano questo modo di guardare “visione periferica”, ed è noto che essa non garantisce la stessa affidabilità e risoluzione della visione centrale. Per rendersene conto, basta fermare lo sguardo su una parola di un testo scritto: quella su cui si sono posati gli occhi si legge bene, tuttavia le parole adiacenti sono poco distinguibili. La spiegazione di questo fenomeno risiede nel fatto che i recettori retinici non sono distribuiti omogeneamente: essi sono più abbondanti nella zona della retina che intercetta le immagini centrali, mentre sono più radi per le immagini periferiche.

Pubblicato in Medicina


Contaminazione da mercurio nel Golfo di Trieste: pubblicato studio pilota di UniTS e ASUGI sui capelli dei residenti

La concentrazione di mercurio nei capelli dei residenti del Golfo di Trieste è al di sotto dei limiti consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: le tracce rilevate sono correlate alla quantità di pesce assunto con la dieta e sono in linea con i dati riportati in altre zone costiere, in Italia e nel mondo.

Sono i risultati di uno studio pilota appena pubblicato su Environmental Science Pollution Research International dall’Unità Clinico Operativa di Medicina del Lavoro, in collaborazione con ASUGI, e Mercurylab del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste. L’obiettivo era stimare l’esposizione cronica a mercurio nella popolazione in un’area storicamente a rischio.

Il Golfo di Trieste, infatti, è l'area costiera del Mar Mediterraneo maggiormente contaminata da mercurio a causa degli scarichi nel fiume Isonzo che per più di 500 anni hanno drenato l’attività estrattiva del cinabro del distretto minerario di Idrija (Slovenia Occidentale).

Pubblicato in Ambiente

A series of hominoid crania: juvenile Australopithecus, adult Australopithecus, adult chimpanzee, juvenile chimpanzee, adult Homo erectus (center). Specimens photographed at the UO Museum of Natural and Cultural History/Tesla Monson



Humans have the highest prenatal growth rate of all extant primates, but how this exceptional rate came about has been a mystery up to now. Leslea Hlusko, a scientist at the Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH), has participated in a study led by Tesla Monson, a paleoanthropologist at Western Washington University (WWU, in the United States), looking at teeth, prenatal growth rates, and the evolution of pregnancy, which has uncovered a key piece of this jigsaw in an unexpected place: the relative sizes of fossilized molars.

The teeth are indicators of what goes on elsewhere in the body, and this study, published in the journal PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), shows that they can be used rather like a map to help untangle the effects of the interplay of genetics and development, as well as to improve our understanding of the history of life in the past.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 09 Novembre 2022 14:21

A second chance for the Sumatran rhino



Malaysia’s last male Sumatran rhino, Kertam, died in 2019. Now, a team from the Max Delbrück Center in Berlin has successfully grown stem cells and mini-brains from his skin cells. As the scientists explain in the journal “iScience”, their next goal is to create sperm cells that may help to save the endangered species from extinction. The Max Delbrück Center develops stem cell associated techniques (SCAT) as part of the BioRescue project, a collaborative effort led by the Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research (Leibniz-IZW) to develop and apply technologies to save the even more endangered northern white rhinoceros.

Pubblicato in Scienceonline

 

I risultati pubblicati sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, di una ricerca condotta all’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, mostrano che una nuova popolazione di cellule staminali tumorali è coinvolta nella formazione delle metastasi epatiche. Lo studio è stato sostenuto dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e dalla Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie del pancreas (FIMP)

Il cancro al pancreas (PC) è una malattia ancora difficile da curare e nella maggior parte dei casi la morte dei pazienti è dovuta alla formazione di metastasi. La diagnosi è spesso tardiva, poiché il tumore non dà sintomi, e in molti pazienti tale tumore resiste alle chemioterapie, verosimilmente anche a causa di una sottopopolazione cellulare tumorale con caratteristiche di staminalità: queste cellule sono in grado di rigenerare il tumore stesso e di adattarsi a modificazioni dell’ambiente circostante, come la presenza di farmaci o la scarsità di risorse vitali. L’individuazione di nuovi biomarcatori e l’utilizzo di trattamenti più efficaci e specifici sono dunque una priorità per il trattamento più efficace di questa malattia.

Pubblicato in Medicina

ACCADEMIA LIMPE-DISMOV
8°CONGRESSO NAZIONALE

NAPOLI

MOSTRA D’OLTREMARE
16/17/18 NOVEMBRE 2022

Dai meccanismi di malattia alle terapie personalizzate. Numerose sessioni plenarie; tante collaborazioni con altre società scientifiche; importanti focus sui meccanismi che sottendono l’origine delle malattie neurodegenerative; molti approfondimenti sui disordini del movimento di origine autoimmune; tantissimi premi scientifici; borse di studio quasi raddoppiate grazie al sostegno di FONDAZIONE GRIMALDI ONLUS, FONDAZIONE ACHILLE SCUDIERI e FONDAZIONE SANTA MARIA del POZZO che hanno permesso anche di ampliare il progetto “GIOVANI E RICERCA” e molto altro.

Pubblicato in Eventi


La prima esplorazione delle profondità della Grotta di Veja (Verona) ha portato alla luce più di 200 resti di orso, lupo e tasso oltre a tracce di frequentazione umana negli ultimi 10-12mila anni.

La grotta si trova a Nord di Verona, nel Parco della Lessinia. È una cavità carsica che ha avuto origine in un periodo più recente di 38 milioni di anni fa per l’azione di acque ipogee. Finora studiata parzialmente, è in grado di raccontare molto dei millenni di convivenza tra uomo e fauna e dell’ambiente dell’area prima, durante e dopo l’ultimo evento glaciale.

Le attività di ricerca, riavviate nel 2021 grazie all’Università Ca’ Foscari Venezia, sono entrate nel vivo con una campagna appena conclusa che ha coinvolto 8 operatori che si sono alternati durante due settimane per scavo, documentazione e vaglio del materiale.

Pubblicato in Paleontologia

Medicina

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