Una questione di pelle
Una pelle nuova, nuova in senso stretto, che permetterebbe agli ustionati di attendere la rigenerazione di quella propria: questa è la grande “invenzione” che arriva dalla Francia alla fine di Novembre.
La pelle definita “usa e getta” è stata creata da Christine Baldeschi presso l'INSERM (Institute for Stem Cell Therapy and Exploration of Monogenic Diseases) presso Evry Cedex .
Il rivestimento del corpo,quello che comunemente chiamiamo pelle, svolge un ruolo importante nella fisiologia umana. La pelle ha una funzione protettiva poiché rappresenta una barriera difensiva tra il corpo e l'ambiente esterno; una funzione sensoriale in quanto sono presenti delle terminazioni nervose, che ricevono e trasferiscono al cervello vari stimoli come il calore e il dolore; una funzione escretrice che le consente di eliminare con il sudore, una certa quantità di sostanze di rifiuto che danneggiano l'organismo ed infine una funzione di assorbimento e scambio poiché essa non è completamente impermeabile ai gas, consentendo la traspirazione.
SIGMA e Public and Private Partnership: quando lo spazio diventa business
Il pubblico e il privato si incontrano e collaborano insieme per sviluppare nuovi progetti in cui il rischio e i ritorni economici sono condivisi. (fabrizio zucchini SpaceMag www.spacemag.it) Si chiama “PPP” e sta per “Public and private partnership”, un modello di business nato nei paesi anglosassoni ma ampiamente rodato anche oltralpe, che rivoluziona il tradizionale rapporto tra istituzioni e capitali privati.
AISC 2009, il ruolo dell’Italia nelle scienze cognitive
Con intervista a Rosaria Conte, Presidente AISC e Cesare Bianchi, Ricercatore AISC
(a cura di Luisa Sisti)
Il Darwin Year 2009 si avvia alla sua conclusione: darwinismo e complessità cerebrale, robotica evolutiva e apprendimento, processi e-learning e non da ultimo, il sudoku quale opportunità di testare la “Teoria dei modelli mentali” negli ambiti quotidiani (M. Carnesecchi, 2009), sono stati alcuni tra gli argomenti affrontati nel corso del VI Convegno Annuale dell’Associazione Italiana di Scienze Cognitive (AISC, www.aisc-net.it) svoltosi a Napoli il 25 e 26 novembre scorso, in concomitanza con il VI Workshop italiano di Vita Artificiale e Computazione evolutiva (WIVACE 2009) e la manifestazione “FuturoRemoto: un viaggio tra scienza e fantascienza”. Nell’ambito di quest’ultima iniziativa, organizzata presso la “Città della Scienza” di Bagnoli, si è tenuto peraltro l’VIII Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza (3-5 dicembre). Un contesto, dunque, innovativo e “tecnologico” per studiare le modalità della conoscenza, ambientato in una città, Napoli, che lotta contro un corrosivo degrado sociale per riaffermare la sua storica importanza nel mondo scientifico.
Mozart dà i numeri
La musica ha a che fare con i numeri? Certo che si, e Mozart ce lo dimostra. Infatti, una delle sue opere più famose, “Le nozze di Figaro”, inizia con le parole (anzi, i numeri): “Cinque, dieci, venti, trenta, trentasei, quarantatre”. Chi canta (o conta) è il protagonista, Figaro, che misura lo spazio per il suo letto nuziale.
Anche nel “Don Giovanni” si conta (e si canta), e a farlo è il servo di Don Giovanni, il dissoluto libertino più famoso della storia dell’opera, Leporello, che rivela a Donna Elvira (la quale pure spasima per il perfido traditore, ma ognuno è libero di farsi del male come vuole) il catalogo amoroso del licenzioso cavaliere di Spagna elencando numericamente le sue conquiste: “In Italia seicento e quaranta, il Almagna duecento e trentuna, cento in Francia, in Turchia novantuna, ma in Ispagna son già mille e tre...”.
Emissioni acustiche: nuova diagnostica previene danni causati dal deterioramento di mezzi solidi
L’istituto CNR – IDAC “O.M. Corbino” di Roma, in collaborazione con le Soc. P.M.E. Engeerering S.r.l. ha sviluppato un sistema hardware e software per l’acquisizione e l’analisi di onde piane, nella banda di frequenza degli ultrasuoni, emesse a seguito di sforzi meccanici in strutture rigide, per identificare la perdita delle prestazioni del materiale.
Da anni l’Istituto di Acustica “O.M. Corbino” studia le emissioni acustiche (AE) prodotte dal decadimento dei legami che costituiscono le strutture cristalline dei solidi sottoposti a sforzi. I solidi cristallini sono caratterizzati da una distribuzione regolare delle particelle nello spazio.
La rottura dei legami cristallini produce nella struttura solida un degrado delle caratteristiche di resistenza meccaniche.
Recentemente l’Istituto CNR – IDAC “O.M. Corbino” ha sviluppato un sistema hardware e software che permette di acquisire ed analizzare onde piane, nella banda di frequenza degli ultrasuoni, emesse in seguito a sforzi meccanici di struttura rigide e manufatti. Gli strumenti di controllo sono stati progettati dalla società P.M.E. Engineering Srl di Roma, che ha collaborato sia allo sviluppo del software, sia alle implementazioni della tecnica AE orientata all’industria.
Il diamante Beethoven
Una notizia di qualche tempo fa ci metteva al corrente che una ciocca di capelli appartenuti al grande Beethoven era al centro di attente analisi chimiche da parte di una università americana, al fine di poterci dire qualcosa di certo della salute del musicista al momento della morte. Ciò che la ricerca (ancora non del tutto conclusa) ha desunto è una serie di informazioni sul DNA, sull’alimentazione e le medicine che Beethoven assunse nel suo ultimo anno di vita, ma in più quella straordinaria reliquia ha dato la possibilità al mondo moderno di creare qualcosa di diverso, e anche di molto prezioso.
Tutti i fotoni vengono al pettine
Ricercatori dell'ICIB e dell'IFN del CNR sviluppano un ricevitore a nanofili disposti a pettine in grado di captare piogge di fotoni. Applicazioni nelle trasmissioni criptate di dati sensibili, nelle futuribili comunicazioni interplanetarie e in proteomica.
Nella società della comunicazione, il flusso di informazioni è sempre più continuo e caotico. E i dati sensibili trasmessi, giocoforza, non sono sempre al riparo da 'occhi' indiscreti. Una soluzione, adottata dalla cosiddetta crittografia quantistica, è farli viaggiare 'a cavallo' di fotoni lungo le autostrade delle fibre ottiche. Ma non è semplice costruire un ricevitore in grado poi di raccoglierli tutti. Attualmente sono allo studio diversi dispositivi sia a semiconduttore che a superconduttore.
Molti problemi tecnici legati a questi ultimi sono stati superati dalla ricerca compiuta dagli studiosi dell'Istituto di Cibernetica “E. Caianiello” del Cnr (ICIB) di Napoli, che hanno realizzato un “pettine” di nanofili in una configurazione speciale che si è mostrato 25 volte più veloce dei rivelatori superconduttori finora sviluppati per la crittografia quantistica. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica internazionale «Superconductors Science and Technology».
Scienzaonline Anno 6° n. 70 Novembre 2009
Scienzaonline Anno 6° n. 70 Novembre 2009
Acqua sulla Luna, trovata dalla sonda LCROSS
Finalmente l’acqua sulla Luna è confermata. Negli anni passati si è dato molto scalpore alle notizie: Acqua si! Acqua no!
Ora non ci sono più dubbi, l’acqua, anche se in alcune zone solamente può esistere e conservarsi sulla superficie lunare.
In una entusiastica conferenza stampa tenuta da Antonio Colaprete, scienziato del progetto LCROSS e ricercatore della NASA presso il Centro Ricerche Ames in California, è stato data la notizia e la conferma ufficiale della scoperta dell’acqua sulla Luna.
La sonda LCROSS inviata dalla Nasa ed il suo stadio propulsore hanno impattato sul suolo lunare nel cratere Cabeus, nelle vicinanze del Polo lunare Sud, lo scorso 6 ottobre. Un pennacchio di detriti è stato espulso ad elevata angolazione al di là del bordo del cratere Cabeus, fino alla luce diretta del Sole, mentre un’altra cortina di materiale si è distribuita lateralmente.
“Ci sono parecchie evidenze che mostrano la presenza di acqua in entrambi i pennacchi di materiale creati dalla LCROSS e dallo stadio Centaur” dice Colaprete, “La concentrazione e la distribuzione dell’acqua e di altre sostanze richiede ulteriori analisi, ma possiamo già affermare fin d’ora con certezza che c’è acqua nel cratere Cabeus”.
Dall’istante dell’impatto, il team di scienziati dell’LCROSS ha iniziato l’analisi della montagna di dati che la sonda aveva raccolto e inviato a Terra. Il team si era concentrato nell’analisi dei dati spettrometrici della sonda, che avrebbero fornito i maggiori indizi sulla presenza di acqua. Uno spettrometro infatti aiuta nella determinazione della composizione di un materiale proprio esaminando la luce che questo emette o assorbe.
Esaminando le ben note “firme” spettrali dell’acqua e di altri materiali nel vicino infrarosso e i dati spettrali ottenuti dall’impatto da parte della sonda LCROSS, gli scienziati sono rimasti estasiati dalla perfetta collimazione degli spettri dell’acqua e del ghiaccio.
Il primo cratere da impatto italiano?
Nei giorni scorsi è stata divulgata la notizia che probabilmente è stato trovato il primo cratere da impatto italiano o quello che ne rimane. Dopo la scoperta di un lago con una forma particolare nei monti abruzzesi (Secinaro – Monte Sirente) che pare sia più il risultato di un raro evento geologico definito mud-vulcano, ora si affaccia la scoperta di una forma geomorfologia nell’appennino meridionale.
Il dott. Giuseppe Francione, geologo e docente di Scienze Naturali, studiando una zona particolare dei Monti Alburni, Appennino Meridionale, riscontra una particolare geomorfologia di un pendio, più precisamente una monoclinale posta a 40-45 gradi di pendenza media.
Su questa pendenza si possono notare delle forme particolari, anelli concentrici, che sembrano perfettamente il risultato di un impatto, quindi quello che rimane deve essere un cratere da impatto.
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