Le nanoplastiche alterano il microambiente osseo

Uno studio interdisciplinare dell’Università degli Studi di Milano ha esposto le tre principali tipologie cellulari coinvolte nel mantenimento della massa ossea a nanoplastiche fluorescenti, analizzandone l’effettivo ingresso nella cellula e scoprendo che, a causa delle ridotte dimensioni, le nanoplastiche possono interagire direttamente con le cellule ossee, andandone a modificare le nomali attività. La pubblicazione su Science Direct - Journal of Hazardous Materials.
Le nanoplastiche alterano il delicato equilibrio e la relazione esistente nel microambiente osseo, attività che potrebbe riflettersi in una maggiore suscettibilità a sviluppare patologie legate all’impoverimento osseo: ecco la conclusione a cui è giunto un team di scienziati e recentemente pubblicata su Science Direct - Journal of Hazardous Materials .
Svelare il Collegamento tra l'Invecchiamento e le Malattie Neurodegenerative: Uno Sguardo alle Modifiche Epigenetiche

L'invecchiamento è un processo naturale che porta a una serie di cambiamenti molecolari nel nostro corpo. Questi cambiamenti portano al deterioramento dei tessuti funzionali e aumentano la suscettibilità a varie malattie, influenzando infine la durata e la qualità della nostra vita. Quello che è intrigante dell'invecchiamento è che non avviene casualmente, ma segue una sequenza programmata di eventi che sembrano essere conservati tra le specie, antiche e moderne. Questo fenomeno è particolarmente rilevante nel contesto del sistema nervoso, in cui l'invecchiamento viene quantificato attraverso il declino cognitivo e una riduzione delle capacità locomotorie, entrambi dei quali coincidono con l'insorgenza e la progressione di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
Il Paradosso delle Creme Solari: Esposizione al Sole e Melanoma nelle Province dell'Atlantico in Canada

Il melanoma, una forma di cancro della pelle, è prevenibile attraverso misure volte a limitare l'esposizione al sole. Tuttavia, i tassi di incidenza del melanoma nelle diverse province dell'Atlantico in Canada mostrano significative variazioni. Mentre New Brunswick si allinea con la media nazionale, Nova Scotia e Prince Edward Island presentano tassi di incidenza superiori alla media nazionale, mentre Terranova e Labrador si collocano al di sotto. Per comprendere le ragioni di queste differenze, è stato condotto uno studio qualitativo consensuale che coinvolge gruppi di discussione con partecipanti provenienti dalle regioni Atlantico Canadesi. Lo studio mirava a fare luce sui fattori che contribuiscono a questa discrepanza e sul concetto di "paradosso delle creme solari".
On October 31st, the thirty-ninth Italian scientific mission in Antarctica began

On October 31, 2023, the 39th Italian scientific expedition to Antarctica began with the opening of the "Mario Zucchelli" base located on the promontory of Baia Terra Nova. This summer campaign will last for over 4 months and will involve approximately 130 researchers and technicians who will be working on 31 research projects covering a wide range of fields, from atmospheric sciences to geology, paleoclimate, biology, oceanography, and astronomy.
Italian missions in Antarctica are funded by the Ministry of University and Research as part of the National Program for Research in Antarctica (PNRA). These missions are managed in collaboration with the National Research Council (Cnr), responsible for scientific coordination, the Italian National Agency for New Technologies, Energy, and Sustainable Economic Development (ENEA), responsible for planning and logistical organization at the Antarctic bases, and the National Institute of Oceanography and Experimental Geophysics (OGS), which oversees the technical and scientific aspects of the icebreaker ship Laura Bassi.
Il 31 ottobre è iniziata la trentanovesima missione scientifica italiana in Antartide

Il 31 ottobre 2023 è iniziata la 39a spedizione scientifica italiana in Antartide con l'apertura della base "Mario Zucchelli" situata sul promontorio di Baia Terra Nova. Questa campagna estiva avrà una durata di oltre 4 mesi e coinvolgerà circa 130 ricercatori e tecnici, i quali lavoreranno su 31 progetti di ricerca che spaziano dalle scienze dell'atmosfera alla geologia, dal paleoclima alla biologia, dall' oceanografia all'astronomia.
Le missioni italiane in Antartide sono finanziate dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e sono gestite in collaborazione dal Cnr, che si occupa del coordinamento scientifico, dall'ENEA, responsabile della pianificazione e dell'organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche, e dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, che gestisce la parte tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi.
Energy: ENEA Develops New Process to Extract "Oil" from Marine Plastic Waste

A significant breakthrough in marine plastic waste management has been achieved by a team of researchers from the ENEA (Italian National Agency for New Technologies, Energy, and Sustainable Economic Development). These scientists have developed a revolutionary process to convert over 90% of marine plastic recovered from the oceans and beaches into a new type of "oil," with significant positive implications for both energy and the environment.
The innovative process, which was developed as part of the European interregional project "NETWAP" (NETwork of small "in situ" WAaste Prevention and management initiatives) between Italy and Croatia, has demonstrated the ability to reconvert marine plastic into a type of "oil" known as light oil. This light oil is a mixture of linear hydrocarbons, subdivided into typical petroleum cuts such as gasoline, kerosene, diesel, and lubricating oil. It possesses a lower heated value (LHV) of nearly 42 MJ/kg, which is comparable to conventional liquid fuels such as crude oil, gasoline, kerosene, and diesel.
Energia: ENEA sviluppa un innovativo processo di estrazione di "petrolio" dalla plastica recuperata in mare

Un importante passo avanti nella gestione dei rifiuti plastici marini è stato raggiunto grazie a un team di ricercatori dell'ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile). Questi scienziati hanno sviluppato un rivoluzionario processo di conversione della plastica recuperata dalle acque marine e dalle spiagge in nuovo "petrolio", con notevoli implicazioni positive per l'energia e l'ambiente.
Il processo innovativo, che è stato sviluppato nell'ambito del progetto europeo interregionale "NETWAP" (NETwork of small "in situ" WAaste Prevention and management initiatives) tra Italia e Croazia, ha dimostrato la capacità di riconvertire oltre il 90% della plastica marina in un tipo di "petrolio" noto come olio leggero. Questo olio leggero è una miscela di idrocarburi lineari, suddivisibili nei tipici tagli petroliferi, come benzina, cherosene, gasolio e olio lubrificante, e possiede un potere calorifico (LHV - lower heated value) di quasi 42 MJ/kg, che è paragonabile a quello dei combustibili liquidi convenzionali, come il petrolio greggio, la benzina, il cherosene e il diesel.
Via la plastica dal packaging: dalla mosca soldato nera nascono gli eco-imballaggi per alimenti a base di chitosano e oli essenziali

Sono il risultato del progetto europeo PRIMA Fedkito coordinato dall’Università di Pisa; sperimentata anche l’aggiunta di biosensori per controllare la presenza di contaminanti
In spray, liquido, pellicola o in vaschette ecco gli eco-imballaggi a base di chitosano ricavato dall’esoscheletro di insetti come la mosca soldato nera. L’innovazione per ridurre l’uso della plastica nel packaging arriva dal progetto europeo PRIMA Fedkito appena giunto a conclusione e coordinato dalla professoressa Barbara Conti del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa.
Exploring the Link Between Preconception COVID-19 Vaccination and Miscarriage

As the world continues to navigate the ever-evolving landscape of the COVID-19 pandemic, the question of vaccine safety has been a top priority for both individuals and healthcare providers. Among those seeking answers are couples hoping to conceive, who understandably have concerns about how COVID- 19 vaccinations may impact their journey to parenthood. Recent research in the field of reproductive health offers some reassuring insights.
A groundbreaking study titled "A prospective cohort study of preconception COVID-19 vaccination and miscarriage" conducted by Jennifer J. Yland and her team, recently appeared in the Human Reproduction journal in October 2023. This study set out to investigate the extent to which preconception maternal or paternal COVID-19 vaccination is associated with miscarriage incidence. The findings of this study provide valuable information for those planning to start a family.
Esplorare il Legame tra la Vaccinazione Preconcezionale per il COVID-19 e il Tasso di Aborto Spontaneo

Mentre il mondo continua a navigare nel paesaggio in continua evoluzione della pandemia di COVID-19, la questione della sicurezza del vaccino è stata una priorità assoluta sia per gli individui che per gli operatori sanitari. Tra coloro che cercano risposte ci sono le coppie che sperano di concepire, che hanno comprensibilmente preoccupazioni su come le vaccinazioni per il COVID-19 possano influenzare il loro percorso verso la genitorialità. Ricerche recenti nel campo della salute riproduttiva offrono alcuni rassicuranti chiarimenti.
Uno studio rivoluzionario intitolato "A prospective cohort study of preconception COVID-19 vaccination and miscarriage", condotto da Jennifer J. Yland e il suo team, è stato pubblicato sulla rivista Human Reproduction nell'ottobre 2023. Questo studio si è proposto di indagare in che misura la vaccinazione preconcezionale per il COVID-19, sia materna che paterna, sia associata all'incidenza di aborto spontaneo.
Le conclusioni di questo studio forniscono informazioni preziose per coloro che pianificano di avviare una famiglia.
Medicina
Nanoplastiche e fertilità: scoperto il legame che minaccia il sistema ormonale
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